Cosa vi siete persi dell’evento “Quel che un Mi Piace non dice”

Fulvio Julita #plumestories, Progetti

Innanzitutto un luogo meraviglioso: Villa Panza, dimora settecentesca nel cuore di Varese. È lì che, domenica 13 novembre, si è svolto “Quel che un Mi Piace non dice”, un incontro dedicato alle imprese sui temi del marketing nell’era dei social media.

La squadra PLUME era al fianco di Terziario Donna – Confcommercio Varese (organizzatori e promotori) e del FAI (Fondo Ambiente Italiano del cui patrimonio la villa fa parte). A moderare il confronto era Anna Prandoni, giornalista e scrittrice con importanti esperienze nel settore enogastronomico.

SI È PARLATO DI…
Come utilizzare i social network per la propria attività commerciale? Cosa spinge i consumatori a seguire sul web i loro marchi preferiti? Come avere una buona reputazione on line? Qual è il valore commerciale di un pubblico di follower? Su questi argomenti, tra nuove dinamiche di comunicazione e nuovi mercati da affrontare, si sono confrontati ospiti di primo livello del mondo della comunicazione e dell’imprenditoria digitale.
A noi di PLUME è stato affidato il compito di contribuire alla conversazione proponendo esempi significativi e spiegando le logiche seguite da quelle imprese che, prime tra tutte, hanno colto le opportunità offerte dai nuovi scenari commerciali.

CINQUE CONCETTI CHIAVE a proposito di internet, social media e imprese raccolti durante il dibattito da Annalisa Paola Colombo per Sempione News:

1) Cosa dice, o non dice, un Mi Piace ad una pagina Facebook?

“Un like dice molto, per un cliente quel clic sulla pagina o sul post equivale a dire ti seguo. Per questo le aziende quando decidono di essere presenti sul web devono sempre ricordarsi che il sito web o il canale social racconta non solo ciò che fanno ma soprattutto chi sono.”
Fulvio Julita, social media strategist per PLUME

2) Non possiamo affrontare il mondo digitale senza una strategia.

“Il mondo dei social network prevede delle competenze e delle tecniche che non possono essere affidate al caso. Le aziende non sempre comprendono che, anche se tu non pubblichi qualcosa sui social, c’è qualcuno che potrebbe farlo, parlando di te. Diventa necessario avere una presenza consapevole e aggiornata sul web.”
Anna Prandoni, giornalista e scrittrice

3) Usare social professionalmente è necessario, non è uno scherzo

“Lavorando con le aziende mi sono resa conto che la non-presenza sui social è data dalla paura di ciò che potrebbe succedere. I social media sono uno strumento che può essere usato bene o male, ma senza dubbio offrono una grande possibilità: permettono di conoscere meglio i nostri clienti, ascoltare le loro esigenze, i loro bisogni e poter così soddisfarli.”
Silvia Giovannini, giornalista e social media manager

4) Sincerità e contenuti visivi sono la carta vincente

“Non sempre è semplice raccontare il quotidiano. Ma è necessario e con trasparenza. Oggi la maggior parte degli utenti accede al web da mobile, questo vuol dire che i contenuti devono essere pensati per adattarsi a questo nuovo modo di fruizione, per massimizzare le visualizzazioni e di conseguenza il ritorno.”
Giorgia Camandona, chief communication officer di ItaliaOnline

5) Per essere visti bisogna investire

“In una realtà come la nostra, che vive di raccolta fondi, dobbiamo creare valore e reputazione sia online che offline. Lo sappiamo tutti, l’iscrizione ai social network è gratuita ma, soprattutto per le aziende la visibilità dipende dagli investimenti fatti per le sponsorizzazioni. Dopo un periodo di test, abbiamo trovato la formula che più si adatta ai nostri obiettivi di raccolta. Dalla raccolta sul web quest’anno raccoglieremo 1 milione di euro avendone investito un quarto.”
Valentina Pasolini, responsabile dell’ufficio promozione e pubblicità Fai – Fondo Ambiente Italiano

COS’È TERZIARIO DONNA
È un’emanazione della Confcommercio, un bella realtà che da anni è importante riferimento per l’imprenditoria femminile nazionale. Svolge una costante attività di informazione, assistenza, formazione e supporto alle imprenditrici e a coloro che intendono diventarlo.

Come ha spiegato Cristina Riganti, imprenditrice e presidente del gruppo varesino di Terziario Donna, in Italia le donne rappresentano un terzo del mondo imprenditoriale. C’è stata una crescita significativa negli ultimi cinque anni e una spiccata capacità di lavorare in multitasking, cioè a svolgere più funzioni, tutte delicate e spesso sovrapposte tra loro. In particolare a loro si rivolge l’evento.

IL LUOGO
Immersa in uno splendido parco di 33,000 metri quadrati, Villa Menafoglio Litta Panza, si affaccia sulla città dal colle di Biumo Superiore, oggi quartiere di Varese. È nota per la sua collezione d’arte contemporanea.
Di Villa Panza il regista Wim Wenders disse: “È un luogo che rappresenta il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l’unione tra l’Europa e l’America nella sua piena espressione.”

 

© Foto di Lorenzo Lucca ed Elisa Piemontesi

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AUTORE

Fulvio Julita

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Prendo per mano professionisti e imprese, li accompagno nel mondo di internet. Attraverso il web e i social media, li aiuto a comunicare meglio e valorizzare la loro identità.Nasco come creativo pubblicitario, graphic designer e consulente in comunicazione. Dal 1990, penso, progetto, coordino e scrivo per le aziende.Mi sono specializzato in branding e social media marketing. e, da alcuni anni, il mio lavoro si è esteso alla formazione aziendale in materie legate alla comunicazione ed in particolare alle strategie di web e social media marketing.