Hospitality Day 2017: tre momenti da ricordare

Elisa Piemontesi #plumestories, Fotografia, Hospitality

Ho pensato di condividere con voi alcuni spunti di riflessione che mi porto a casa dall’Hospitality Day 2017 di Rimini. All’evento formativo dedicato al settore turistico, io e Lorenzo Lucca abbiamo parlato di fotografia per il social media marketing. Con l’occasione abbiamo ascoltato gli interessanti interventi di Matteo Vecchi e Lorenzo Di Nozzi, di Stefano Cerutti (co-founder di Plume e direttore di Mirtillo Rosso) e Marco Grossi di Facebook. Ecco cosa mi ha colpito in quello che hanno raccontato:

1 – L’intervento di Matteo Vecchi e Lorenzo Di Nozzi si concentrava sulla scelta del fotografo giusto. Hanno parlato di fotografia alberghiera istituzionale (per intenderci le foto di interni che vengono usate sui siti internet e nei portali) e di quanto sia complicato orientarsi in questo ambito. La scelta deve essere fatta in base allo stile del professionista, che però il fotografo deve saper abbandonare quando capisce che la sua idea è in contrasto col messaggio che deve riuscire a comunicare. Per Matteo e Lorenzo è fondamentale valutare la precisione di un fotografo: la cura dei dettagli e un lavoro metodico sono due aspetti che permettono di poter chiedere una copia delle immagini anche a distanza di mesi, senza che che siano andate perdute.

2 – Stefano Cerutti (direttore del Mirtillo Rosso, l’unico posto al mondo dove è sempre Natale) era, con Marina Pasquini (presidente di Italy Family Hotels) ed Andrea Falzaresi (amministratore delegato del Club Family Hotels), alla tavola rotonda sul tema: gli elementi reali che rendono un family hotel un caso di successo. Quella dei tre albergatori è stata un’importante testimonianza di innovazione. In modi diversi tutti e tre si adoperano ogni giorno per anticipare i bisogni degli ospiti, per stupirli, per far vivere loro esperienze. Sono obiettivi perseguibili, così hanno spiegato, solo se si riesce a creare una squadra affiatata e se a guidarti nel lavoro è una passione profonda.

3 – Marco Grossi è senior Manager Italia, Spagna e Portogallo di Facebook. Ha parlato di quanto conti la velocità nella comunicazione di oggi, quella su di Facebook, legata al mobile e alla promozione. Ha portato molti suggerimenti pratici, sui video, sulla velocità di lettura, sulla capacità di individuare le persone destinatarie e sull’importanza dei contenuti. Un consiglio tra i tanti dati agli operatori del turismo: fate realizzare ottime fotografie prima ancora di investire in ADS di Facebook. Un dato inaspettato invece riguarda i video: 6 secondi o meno – dice – sono sufficienti per comunicare con efficacia su Facebook. Meglio quindi realizzare tanti piccoli clip! Infine, sappiamo bene che i social conoscono tanto di noi utenti e questo si trasforma in un aspetto utile per chi desidera promuoversi: si può individuare i clienti ideali con una precisione molto elevata e rivolgersi direttamente a loro.

Ci siamo poi fermati a parlare con Marco Grossi alcuni minuti a proposito della relazione tra fotografie e i comportamenti dell’algoritmo di Facebook. Ci ha spiegato quanto sia accurato in Facebook il riconoscere l’argomento contenuto nelle immagini. È il principio per cui, quando navighiamo la bacheca del social network, ci vengono proposte fotografie i cui soggetti toccano i nostri interessi. Il consiglio – il nostro – a chi comunica è perciò di preferire scatti originali a quelli acquistati da banca immagine, purché siano di buona qualità visiva. Siate unici 🙂

 

Una bella sorpresa a conclusione della giornata: la menzione di una fotografia di  Mirtillo Rosso Family Hotel agli Hospitality Social Awards, il premio dedicato alle eccellenze nella comunicazione del settore turistico. Il riconoscimento “Selfie estremo” è infatti andato ad uno scatto dello staff eseguito a 3647 metri, saliti sul Monte Rosa con Babbo Natale e la renna Rudolph.

 

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AUTORE

Elisa Piemontesi

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Sono fotografa specializzata in storytelling e gestisco contenuti, presenza e strategie per i social media.
Per molto tempo ho avuto il dubbio di come affrontare il discorso della mia formazione non “classica”​, poi ho capito che non è un difetto ma è un aspetto che mi distingue.
Ciò che lega il mio attuale lavoro e la mia formazione in un’accademia per lo spettacolo sono, in effetti, la comunicazione e l’emozione. Quando si danza, recita o conduce cosa si fa? Si racconta una storia e delle emozioni attraverso linguaggi diversi. E’​ esattamente quello che faccio oggi attraverso lo storytelling fotografico ed i social media: mondi diversi per raccontare storie uniche ed emozionanti!