Quando la newsletter è un buon strumento di marketing per una piccola impresa

La newsletter è un buon strumento di marketing per le piccole imprese? Sicuramente sì, se utilizzata come si deve. La newsletter funziona se ci sono le condizioni perché funzioni:
– una buona mailing list
– buoni contenuti

Quel che stai per leggere è un’anticipazione del Corso “Mailchimp – L’email marketing per le piccole imprese” in programma a Borgomanero (Novara) il 17 maggio 2018. Spiegherò come fare buon uso delle newsletter, partendo dalla creazione del database, l’organizzazione degli indirizzi email dei contatti e via via fino all gestione di un’intera campagna e la lettura dei report. In aula mi piace aggiungere quei consigli pratici, non scritti sui manuali, che derivano dalla pratica quotidiana.

Una mailing list ben profilata, fatta di persone interessate a noi e organizzata considerando gli interessi specifici di ognuno è la base del successo di ogni campagna di newsletter.
L’interesse le persone dovrebbero averlo dimostrato fornendoci il consenso all’utilizzo dei loro dati. Non è un gesto da sottovalutare quello di chi ci permette di usufruire del proprio indirizzo mail per scopi commerciali: ci sta dicendo “Scrivimi pure, non mi disturbi”.
Usare senza consenso gli indirizzi di persone che nemmeno ci conoscono significherebbe sparare nel mucchio e sperare di avere un ritorno. Quello è spamming e, oltre ad essere vietato dalla legge, dal punto di vista dell’efficacia funziona – forse – su grandi numeri. Insomma è qualcosa da cui una piccola imprese dovrebbe stare alla larga.

Le newsletter portano risultati se quel che comunichiamo è di interesse per chi la riceve. Usarle esclusivamente per offerte commerciali è una scelta che paga solo in parte. Io suggerisco di farne anche un uso redazionale, per diffondere articoli che raccontino episodi significativi della vita aziendale, che siano di ispirazione o offrano soluzioni ai problemi del destinatario.

I tassi di apertura, i clic di approfondimento ai singoli contenuti, i feedback di richiesta informazione o di contatto sono tanto più alti quanto maggiore è il valore attribuito dal destinatario all’informazione che gli arriva nella mail.

Lo dicono i report che ogni piattaforma di gestione delle newsletter offre. Io ho scelto di usare e insegnare l’utilizzo di quella più diffusa al mondo: Mailchimp. Ma esistono diverse alternative, come SendinBlue e l’italianissima Mail Up.

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AUTORE

Fulvio Julita

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Web coach e digital strategist. Mi occupo di narrazione d’impresa applicata alle strategie di marketing. Prendo per mano professionisti e imprese, li accompagno nel mondo di internet. Attraverso il web e i social media, li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere. Uso internet, parole e immagini per raccontare di imprese, prodotti e persone.