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Perché booking.com non è amato dagli albergatori?

Stefano Cerutti #plumestories, Hospitality

Del perché booking.com non è amato dagli albergatori

Premetto che si tratta della raccolta di poche idee basate sulla mia esperienza e non di una ricerca. La mia riflessione prima da consulente poi da albergatore nasce da questa domanda: perché il nemico da combattere per gli albergatori è booking.com, che chiede una commissione tra il 15% ed il 20% quando la maggior parte dei Tour Operator fa fatica ad accontentarsi del 25%?

Eppure è così. Si fa fatica a trovare un albergatore entusiasta di booking.com nonostante sia un formidabile venditore e sia meno costoso di altri.

Le risposte sono tante e sarebbero da raccogliere in una ricerca seria. Ma secondo me avrebbero più o meno il sapore di questi due aneddoti che vi racconto.

Il primo mi è capitato come albergatore. Io entusiasta di booking.com, gli propongo non solo la tariffa b&b ma anche la mezza pensione. 15€ a testa. Booking.com si sbaglia e pubblica 15€ a camera (dunque 3 persone 5€). Ammettono l’errore (dicendo che è un errore condiviso!), propongono al cliente una mediazione, il cliente rifiuta, io ci rimetto i soldi. Senza appello.

Secondo caso, da consulente per alberghi di Stresa. Gli hotel che seguo sono stati lungimiranti ed hanno fatto un contratto con booking.com da molti anni. Commissione 18%. Oggi, a chi entra come nuovo hotel, propongono il 15%. Ma per gli hotel che sono entrati con il 18% non c’è modo di ritoccare la commissione.

Dunque un problema è certamente la prepotenza. Non c’è mediazione. L’Uomo Ragno ci ricorda che “a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”. Chissà se anche a booking.com verrà voglia di occuparsi della propria reputazione.

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AUTORE

Stefano Cerutti

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Sono l’amministratore di Alpen Rose s.r.l., società che si occupa di hospitality e ristorazione; sono direttore del Mirtillo Rosso Hotel, a Riva Valdobbia (Alagna), l’unico albergo al mondo dove è sempre Natale; sono tra i fondatori di PLUME:
Collaboro con imprese alberghiere per migliorarne la redditività: introducendo nuove azioni di web marketing, individuando strategie di revenue coerenti con il mercato, identificando aree di inefficienza e di contenimento costi, elaborando nuovi prodotti per aumentarne l’attrattività.