Le imprese straordinarie raccontate a “Paralimpici? Non basta!”

Elisa Piemontesi #plumestories, Web Marketing

Margherita Bolsoi è una bambina di undici anni, vivace e allegra. La sua è una storia di grande impegno nell’affrontare le sfide della vita. Quella vita iniziata con una malformazione – la mancanza dell’avambraccio e della mano sinistra – che non le ha impedito di essere sciatrice, nuotatrice, pattinatrice e ambasciatrice dell’associazione Art4Sport. La stessa di Bebe Vio, schermitrice paralimpica.

E ha suonato il pianoforte, Margherita, il 5 maggio scorso per il pubblico in sala al Cinema Teatro Nuovo di Borgomanero (Novara).

L’occasione era ”Paralimpici? Non basta!”, un evento organizzato dall’azienda Cimberio SpA allo scopo di far conoscere il mondo degli sportivi disabili, persone la cui forza di volontà e le cui imprese straordinarie sono una lezione di vita per tutti.
Noi eravamo lì a raccontare la serata, con parole e immagini, sulla Pagina Facebook dell’evento.

Accompagnati dalla divertente ironia del giornalista Roberto Bof, uno dopo l’altro sono saliti sul palco volti più o meno noti del medagliere paralimpico e rappresentanti di discipline che trovano poco spazio sulle pagine dei giornali.

Quanti conoscono l’handbike ad esempio? È una bicicletta nata per persone che non possono usare gli arti inferiori. Si pedala con le braccia, così come hanno spiegato Vittorio Podestà e Paolo Cecchetto. Entrambi segnati da un destino avverso, entrambi vincitori ai Giochi Paralimpici di Rio 2016 (due ori il primo, uno il secondo), hanno raccontato le vittorie, le difficoltà superate e gli obiettivi prossimi.

“Lo sport per me è vita e divertimento. È diventato parte di me” ha spiegato poi Federico Morlacchi, nuotatore vincitore di sette medaglie paralimpiche, due volte campione mondiale e dieci volte campione europeo. Un fenomeno insomma la cui gioia di vivere è contagiosa. Anche quando schernendosi dichiara “Immaginare la mia vita senza il nuoto è impossibile. Avrei troppo tempo libero!”.

 

 

La serata vira poi verso la dolcezza con la testimonianza di Simona Atzori, la ex bambina le cui braccia sono rimaste in cielo, così come si è definita. “Il mio sogno è diventato realtà. Anni fa mi chiedevo se avessi potuto fare dell’arte la mia vita. Oggi ballo con due ballerini della Scala di Milano e le mie ali sono la danza e la pittura”. E aggiunge sorridendo “Non è colpa mia se i miei piedi sono convinti di essere mani”.

Una storia di tenacia che trova molte analogie con il percorso artistico di Nicoletta Tinti, un nome a cui la TV ha dato notorietà. In molti l’hanno conosciuta grazie a Italia’s Got Talent. È una ex ginnasta ritmica, azzurra ai Giochi Olimpici di Atlanta, a cui la malattia ha negato l’uso delle gambe.
Sul palco di Borgomanero, con l’amica Silvia Bertoluzza, ha portato una performance emozionante: due corpi che si muovevano all’unisono, una con il busto e l’altra con le gambe, in perfetta simbiosi sulle note di un piano ed una coreografia che si svolge solo a terra.
Quello che gli occhi di tutti hanno visto è una grande forza di volontà celata nella delicatezza di ogni movimento.
La commozione si è sciolta in una risata quando poi Nicoletta ha rivelato un piccolo segreto: “Solo due matte come noi potevano scegliere un pianista che suona con una mano sola!”. E arrivano gli applausi anche per il maestro Giancarlo Aquilini, musicista affetto da distonia focale alla mano destra.

A chiudere la sfilata di campioni ecco Daniele Cassioli. Nello sci nautico, detiene il record del mondo di salto: ventuno metri e dieci centimetri.
Riuscite a immaginare una tale distanza coperta in volo ad occhi chiusi? Sì, perché Daniele è cieco dalla nascita. E la disabilità non gli ha impedito di diventare fisioterapista e conquistare un’invidiabile elenco di successi sportivi. Per la precisione ventidue titoli mondiali, venti titoli europei e ventisette titoli italiani. Non a caso è considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi.

È un mondo pieno di valori quello che “Paralimpici non basta” ha mostrato per una sera. È un mondo di persone i cui risultati, come ha spiegato in chiusura Roberto Cimberio (CEO di Cimberio SpA): “Sono una straordinaria dimostrazione di forza e bellezza della vita”.

L’evento in diretta su Facebook

Una nota tecnica legata alla promozione dell’evento su internet: “Paralimpici? Non basta!” ha portato il suo messaggio anche fuori dal teatro, grazie a Facebook e le inserzioni a pagamento. C’era infatti una redazione, costituita dal team di Plume e di Altrosito, a raccontare la serata in diretta sul social network.

Chi non era presente ha potuto infatti vivere online gli attimi più importanti. Le foto di Lorenzo Lucca ed Elisa Piemontesi e le parole di Fulvio Julita, Sabrina Trifirò e Alice Zavaglia hanno portato questi risultati:
120mila persone raggiunte (target: interessi iniziative sociali)
18mila interazioni (commenti, condivisioni e mi piace)
a fronte di un investimento complessivo di poche decine di euro per supportare la visibilità dei contenuti su Facebook. Il tutto è documentato nelle slide qui sotto.

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AUTORE

Elisa Piemontesi

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Sono fotografa specializzata in storytelling e gestisco contenuti, presenza e strategie per i social media.
Per molto tempo ho avuto il dubbio di come affrontare il discorso della mia formazione non “classica”​, poi ho capito che non è un difetto ma è un aspetto che mi distingue.
Ciò che lega il mio attuale lavoro e la mia formazione in un’accademia per lo spettacolo sono, in effetti, la comunicazione e l’emozione. Quando si danza, recita o conduce cosa si fa? Si racconta una storia e delle emozioni attraverso linguaggi diversi. E’​ esattamente quello che faccio oggi attraverso lo storytelling fotografico ed i social media: mondi diversi per raccontare storie uniche ed emozionanti!