Quanto conta affiancare il far sapere al saper fare

Fulvio Julita #plumestories, Web Marketing

È uno straordinario lavoro di diffusione di cultura della comunicazione digitale quello che le Ascom stanno facendo in provincia di Varese. Ed è ciò di cui più ha bisogno il mondo delle PMI oggi. Almeno fino a che non sarà assimilato il principio che valorizzare il proprio lavoro attraverso il web non è qualcosa di alternativo a come si è sempre lavorato.
Perché l’unica strada per sopravvivere alla guerra al ribasso è affiancare al saper fare – campo in cui le imprese italiane eccellono – il saperlo comunicare.

Mi ha fatto piacere aver potuto dire queste cose l’altra sera all’Assemblea Generale dell’Associazione Commercianti di Busto Arsizio (Varese). Sono stato invitato a raccontare la mia esperienza di formatore e consulente, incarico che sto svolgendo da quasi due anni per le varie sedi della provincia.

Per chi non era presente, ho raccolto tre passaggi chiave del mio intervento. Eccoli:

  1. Continuiamo a pensare ai potenziali clienti come a qualcosa di astratto. Li aspettiamo nei nostri negozi, apriamo canali social e siti internet con la speranza di intercettarli. Ma non riusciamo a dare loro un volto: sono clienti e basta.
    Il cliente invece è innanzitutto una persona. E ogni persona presta attenzione ai segnali che incontra solo quando questi coincidano con almeno uno di questi tre criteri: soddisfino un suo interesse, gli risolvano un problema o gli offrano un’emozione da vivere. Pensare a cosa i nostri potenziali clienti vogliono sarebbe un passo avanti per riuscire a intercettarli.
  2. Nel mio settore è diverso. Non immaginate quante volte abbia sentito pronunciare questa frase. È il primo segnale che l’imprenditore che ho di fronte è ben distante dall’idea di abbracciare le nuove dinamiche di comunicazione, quelle legate a internet e ai social media. Si aggrappa alle presunte logiche del settore per evitare lo sforzo di impararne di nuove. Se vogliamo far evolvere la comunicazione della nostra impresa, “Nel mio settore i diverso” è una frase che dovremmo cancellare dal nostro repertorio.
  3. Nella vita di un’impresa c’è un patrimonio di storie da raccontare. Sono i casi di successo, le scelte di ogni giorno, i valori, le risposte che ogni imprenditore ha imparato a dare ai clienti, i modi squisitamente unici con cui risolvono i problemi. Quelle storie sono una risorsa a cui attingere per comunicare su internet, per farne conoscere il saper fare e far capire ciò che la rende diversa da tutte le altre.
    Perché se un potenziale cliente non vede la differenza tra noi e gli altri, farà le sue scelte in base all’unico criterio che sa giudicare: il prezzo. E sceglierà il prezzo più basso.

Ho anche parlato di Google, come ben illustra questo filmato. Per la cronaca, l’ho realizzato con una piattaforma gratuita che si chiama Lumen5 e le foto di Lorenzo Lucca ed Elisa Piemontesi.

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AUTORE

Fulvio Julita

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Prendo per mano professionisti e imprese, li accompagno nel mondo di internet. Attraverso il web e i social media, li aiuto a comunicare meglio e valorizzare la loro identità.Nasco come creativo pubblicitario, graphic designer e consulente in comunicazione. Dal 1990, penso, progetto, coordino e scrivo per le aziende.Mi sono specializzato in branding e social media marketing. e, da alcuni anni, il mio lavoro si è esteso alla formazione aziendale in materie legate alla comunicazione ed in particolare alle strategie di web e social media marketing.