Fulvio Julita

Fulvio Julita

Mi occupo di narrazione d’impresa applicata a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere. Uso parole e immagini per raccontare di imprese, prodotti e persone.

Storytelling check-list: prima di diffondere una storia sul web chiediti se…

Prima di pubblicare una storia, o qualsiasi contenuto sul web, verifica la qualità della tua narrazione.

 

Corporate storytelling check-list

Adoro le check-list, gli elenchi di azioni da eseguire e poi spuntare una volta compiute. Trovo siano uno strumento straordinario: ogni spunta mi dà gioia, mi trasmette la serenità necessaria per concentrarmi sulla voce successiva, senza il timore di essermi dimenticato qualcosa.
Uso le liste per organizzare tante attività della mia vita – non solo professionale – dalla spesa agli articoli da scrivere per il blog. Era una sorta di check-list anche lo strumento con cui ho tenuto traccia delle fasi di realizzazione del Videocorso Storytelling | Metodi per professionisti e piccole imprese: una lavagna su cui avevo appuntato decine di Post-it gialli, ognuno corrispondente ad una fase di lavoro, ognuno una voce da spuntare.

Insomma, W le liste e chi le ha inventate!

Si tratta di una check-list anche l’elenco che descrivo in questo articolo. L’ho elaborata pensando alla gestione editoriale dello Storytelling aziendale e riguarda i controlli a cui sottoporre un testo prima di renderlo pubblico in rete. Ecco in dettaglio le varie voci:

  • VALORE
    La storia che stai condividendo trasmette valore? In altre parole, risulta interessante per il lettore? Lo emoziona? Gli suggerisce la soluzione a un problema? Lo ispira?
  • INCIPIT
    Catturi l’attenzione del lettore fin dalle prime battute? Oppure ti stai perdendo in divagazioni che potrebbero distoglierlo dall’interesse per il contenuto.
  • COMPLETEZZA
    Sono presenti tutti gli elementi della vicenda? Mi riferisco alle 5W, le cinque domande suggerite dalla tradizione giornalistica anglosassone: chi, cosa, dove, quando e perché? La completezza della descrizione dei fatti passa attraverso quei cinque dettagli.
  • LINGUAGGIO
    Il lessico che usi appartiene al tuo pubblico? O almeno è adatto alla natura, al contesto sociale, allo stile di vita delle persone a cui vuoi arrivare? È coerente con i contenuti pubblicati in precedenza nel tuo progetto narrativo?
  • CONCETTI
    Il lettore capisce che cosa vuoi dirgli, o stai dando troppe cose per scontato? Quel che è ovvio per te potrebbe non esserlo per lui. Termini tecnici, riferimenti a fatti, luoghi, personaggi, nozioni non appartenenti alla sua cultura: metti tutto in discussione se vuoi arrivare al cuore di chi ti legge.
  • VISTA
    La forma visiva del testo sfrutta tutte le opzioni per renderlo fruibile? A capo dopo un punto, suddivisione in paragrafi, grassetti, elenchi puntati o numerati: hai fatto tutto il possibile?
  • MANTRA
    La storia trasmette i valori del tuo brand? Contribuiscono a quel mantra che una storia dopo l’altra dovrebbe entrare in testa al tuo pubblico? Ricorda: il vero obiettivo di ogni storia del tuo piano editoriale è la chiara percezione della personalità tua o dell’impresa per cui stai narrando. Nel marketing è definito “posizionamento”.
  • FONTI
    Hai verificato l’attendibilità delle informazioni che diffondi? Se stai riportando notizie diffuse da altri, sei andato alla fonte ad accertarti dell’affidabilità dell’origine? A volte basta una semplice ricerca su Google per dormire tranquilli, altre volte serve scavare più a fondo. Quel che è sicuro è che alla qualità di quanto scrivi è legata la fiducia che il lettore riporrà in te. Diffondi responsabilmente.
  • MEDIA

    La tua storia è adatta al contesto? Ovvero ha una forma adeguata al canale di pubblicazione attraverso cui la stai diffondendo?
  • ORTOGRAFIA
    Metti in dubbio quel che scrivi? Rileggi con calma ogni frase: l’errore ortografico si nasconde tra le righe nella forma di un sadico scherzo che la mente (o il correttore ortografico) possono averti giocato. Controlla la declinazione dei verbi, la punteggiatura, la concordanza dei generi tra sostantivo e aggettivo, la completa battitura di ogni parola, tutto, tutto, tutto ciò che hai prodotto può trarre d’inganno se non presti la giusta attenzione.
  • DIRITTI
    Hai la certezza di detenere i diritti d’utilizzo della foto, del filmato o del documento che hai in mente di diffondere con il contenuto? Ne sei l’autore o hai verificato la possibilità di utilizzo. Non tutto ciò che ci passa davanti è legittimamente distribuibile. Ci sono diritti di sfruttamento della proprietà intellettiva, committenti che hanno pagato il diritto di riproduzione, persone che hanno concordato lo sfruttamento della loro immagine. Insomma, un ginepraio di questioni a cui fare attenzione.

Quando avrai verificato ogni aspetto e spuntato ogni controllo, inspira e poi espira. Allora, e solo allora, fai clic con il mouse sul tasto pubblica. E buon viaggio alle tue storie!

Check-List-Storytelling

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Storytelling Check-list

La check-list per il controllo della qualità delle storie d’impresa è anche un documento pronto da stampare. È tra i tesori della Stanza Segreta di Plume, un luogo accessibile a tutti i membri del Club Raccontare le Imprese.