Lorenzo Lucca fotografo PLUME

Lorenzo Lucca

Fotografia, web, SEO e social media. Uso le immagini per raccontare le imprese, realizzando uno storytelling davvero visivo con un linguaggio fotografico adatto al web. Sul web, seguendo gli aspetti più tecnici, mi occupo della presenza online e del posizionamento delle imprese.

Diritti d’immagine e fotografia storytelling: cosa dice la legge e come evitare guai

Parlando di narrazione di imprese sul web, il mio ruolo e quello di Elisa Piemontesi, ovvero fotografi che si occupano di storytelling per il web, ci spinge spesso a portare l’attenzione sul contenuto fotografico. Trovati i temi, scelto lo stile – e applicati i metodi di Plume per non restare fermi di fronte al foglio bianco – l’ostacolo principale con cui ci si trova a fare i conti è proprio il contenuto visivo da utilizzare.

Dove trovo le immagini per il mio storytelling?

Fino ad ora non ci è mai capitata la situazione in cui la tipica affermazione del cliente “Le fotografie le abbiamo!” corrispondesse a materiale utilizzabile per un vero storytelling visuale d’impresa. È una questione di numeri e di stile.

Di numeri perché l’esigenza di creare contenuti ci pone di fronte a una questione quantitativa. Avere fotografie sufficienti per una presenza davvero completa non è facile: quante foto servono per il nuovo sito web? E quante per i suoi aggiornamenti, gli articoli di content-marketing così utili oggi? Quante immagini servono in un anno per i canali social e quali altre fotografie dovrò utilizzare per la costellazione di presenza online che circonda la mia impresa? Pensiamo a Google, ai portali esterni o alle OTA se siamo nel mondo hospitality, a blog o interviste. Ci accorgiamo immediatamente che il conteggio diventa subito importante.

Di stile perché la diffusione degli smartphone e dei social media, che hanno dato sempre più peso al contenuto visivo, hanno portato un cambiamento nello stile delle immagini che siamo abituati a vedere e utilizzare. Le immagini scattate anche solo pochi anni fa per una brochure stampata risultano spesso fuori posto se utilizzate su Facebook: sono media differenti, con esigenze visive diverse e una continua evoluzione dei gusti che rende inopportuni in quanto “pubblicitari” gli scatti poco naturali.

Dove troviamo tutte le immagini che ci servono? Online?

Diritti di immagine - Avvocato Vercellotti

Diritti di immagine - Avvocato Vercellotti

Diritti di immagine - Avvocato Vercellotti

Per rispondere alla domanda mi vengono in aiuto queste vignette che portano l’attenzione sui diritti di immagine e sulle problematiche di copyright. Le ho trovate con Google, pubblicate su Instagram e quindi in un canale aperto a tutti: di fatto sono immagini che posso copiare liberamente… Oppure no?

 

Il parere dell’avvocato sui diritti di immagine

Che disdetta, le immagini poco sopra appartengono al profilo Instagram di un avvocato. Potrebbe essere un problema? Sentiamo il diretto interessato: Alessandro Vercellotti, ovvero @avvocatodeldigitale, specializzato in diritto del web, si occupa di copyright, contrattualistica, Gdpr, contest, e-commerce, gestione legale della brand reputation e reati informatici. La persona giusta al momento giusto!

Lorenzo: Avvocato Vercellotti, è un problema se uso le sue immagini? Erano su Instagram, quindi sono pubbliche, giusto?

Alessandro: Questo è un grande problema. Trovare delle immagini online è semplice e veloce, ma trovare qualcosa non significa poterne disporre liberamente. Infatti io sono il creatore di quei contenuti o comunque ne dispongo dei relativi diritti e necessiti del mio consenso per poterli usare o anche solo condividere su altre piattaforme. L’unica azione ammissibile senza il mio esplicito consenso è proprio la diffusione sulla stessa piattaforma con il classico tasto condividi o con un repost.

Lorenzo: È una situazione davvero comune per chi, come noi, si occupa di fotografia. Non ci sono dubbi quindi riguardo l’uso delle immagini trovate online, direi. Cosa cambia invece per quelle che hanno dei diritti differenti, come i Creative Commons?

Alessandro: Una soluzione sono proprio i contenuti visuali non coperti dal classico Copyright. In questo caso si parla proprio, al contrario, di Copyleft e delle famose licenze Creative Commons. Tali licenze vengono stabilite dal creatore del contenuto che può permettere l’utilizzazione secondo le sue regole. Quindi l’autore può stabilire ad esempio che le sue foto possano essere pubblicate, ma con i relativi crediti oppure che possano essere utilizzate, ma solo per fini non commerciali o ancora che possano essere anche oggetto di modifiche da parte dell’utilizzatore.

Lorenzo: Quando teniamo dei corsi sulla fotografia smartphone o parliamo di fotografia per lo storytelling, uno dei punti più controversi è proprio la privacy, il permesso di pubblicare le immagini che io stesso ho scattato e come comportarsi con ambienti, gruppi o persone. I social media hanno reso fragile questo limite, ma la legge cosa dice?

Alessandro: Il problema delle foto nelle quali sono ritratti soggetti persone fisiche è sicuramente esploso con l’uso degli smartphone e dei social. Infatti se anche prima si scattavano delle fotografie anche se in minor quantità, ora tutti scattano foto e soprattutto le condividono sui social network. Addirittura anche un selfie con una persona che potrebbe far pensare a un consenso di quest’ultima nello scatto della foto non è sufficiente, infatti si tratta di un consenso tacito e comunque non è detto che tale consenso si estenda anche alla pubblicazione dello scatto online. Ecco che in questi casi sarebbe sempre necessaria un’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini sui social network con una relativa liberatoria e chiaramente a volte ciò è impossibile o quasi, come nel caso delle street photo. Proprio per questo è sempre utile essere disponibili alla cancellazione dell’immagine a seguito della richiesta dell’interessato ritratto nella foto per evitare questioni legali.

 

Vercellotti Avvocato del Digitale - diritti immagine fotografia storytelling

Andiamo sul pratico? Facendo una ricerca online ho trovato la fotografia qui di fianco e credo sia ideale per accompagnare le domande nel nostro articolo: l’avvocato del digitale ritratto in un ambiente o un evento di cui non sono a conoscenza.

Nei corsi di formazione io ed Elisa portiamo alcuni esempi di Tau Visual (Associazione Nazionale Fotografi Professionisti) sul diritto di pubblicazione.

Questo caso è il più frequente: anche se si trattasse di una immagine di un evento pubblico, scattata da me o trovata online pubblicamente, tuttavia rientra nella categoria di ritratto perché mostra la persona isolata dal contesto. Il soggetto protagonista della fotografia è infatti la persona stessa: senza, non ci sarebbe l’immagine. E necessito quindi del suo esplicito consenso, per la pubblicazione.

“Tanto non mi dirà mai niente nessuno” citando nuovamente un post dell’avvocato, non è mai una buona scusa. Se stiamo creando una narrazione di impresa, qualche attenzione in più anche su diritti e leggi ci aiuterà a farlo in modo consapevole e non incorrere in contestazioni.

Non spaventatevi: lo storytelling ha bisogno delle fotografie e lo smartphone è comunque lo strumento giusto per completarlo al meglio. Perché è sempre con noi, a portata di mano. È facile scattare fotografie e condividerle online, forse più che copiarle da altri. Il progetto dello storytelling fotografico andrà a completare la vostra narrazione nel modo più efficace: mostrando ciò che raccontate. Una fotografia vale più di mille parole perché il linguaggio visivo non ha bisogno di traduzioni.

Grazie all’avvocato Alessandro Vercellotti per questo approfondimento! Lo trovate online su https://alessandrovercellotti.it

Le vignette riportate nell’articolo arrivano dal profilo Instagram @avvocatodeldigitale. Seguitelo perché è un ottimo esempio su come creare contenuti visivi e una propria narrazione di impresa riconoscibile ed efficace ma nello stesso tempo rimarrete informati sulle normative del diritto web.