Fulvio Julita

Fulvio Julita

Mi occupo di narrazione d’impresa applicata a strategie di marketing digitale. Prendo per mano professionisti e imprese, attraverso il web e i social media li aiuto a comunicare meglio, valorizzare la loro identità e vendere. Uso parole e immagini per raccontare di imprese, prodotti e persone.

Davvero vuoi usare lo smartphone per raccontare un’impresa sui social?

Hai la mia approvazione se tu decidessi di farlo. Usare lo smartphone è lecito, anzi consigliato dagli esperti che, in questo caso, rispondono ai nomi di Lorenzo Lucca ed Elisa Piemontesi, i miei colleghi di Plume. Proprio loro ne fanno uso quotidiano, alternandolo alla Reflex quando la situazione lo necessita. Per questa ragione io suggerisco a chiunque desideri approfondirne l’utilizzo di seguire i loro corsi di fotografia smartphone.

Ci sono almeno tre valide ragioni:

La prima è l’utilità di imparare ad usare meglio uno strumento che è sempre con noi. Abbiamo lo smartphone sempre in tasca e in qualsiasi momento possiamo imbatterci in qualcosa di interessante da immortalare. Saper fare buone fotografie significa saper legare attimi significativi ad un’immagine ben fatta; condividendola, sapremo trasmettere le medesime sensazioni che abbiamo vissuto nella circostanza.

La seconda è abbattere i costi delle foto per la comunicazione sui canali social. Se abbiamo una strategia di web marketing, ci servono tante immagini per alimentare con costanza la comunicazione. Saper produrre personalmente delle buone fotografie, significa risparmiare una fetta notevole del budget necessario.

La terza ragione è dare uno stile visivamente unico alla comunicazione digitale dell’impresa. Nessuno può raccontare la nostra impresa con la nostra completezza di visione, il nostro gusto e il nostro stesso punto di vista.

Posso usare fotografie fatte con lo smartphone per promuovermi su internet?
Molti si stupiscono quando spieghiamo loro che sì, si possono usare. Anzi ci fu un dossier di TripAdvisor di qualche tempo fa che spiegava quanto importanti fossero, nella comunicazione d’impresa, immagini che sappiano rappresentare le esperienze reali anche se tecnicamente non perfette: “Il consiglio che viene dato” recitava “è che siano belle, ma non così tanto belle da sembrare finte. Insomma, niente foto costruite, magari di spazi inanimati. Meglio foto tecnicamente non perfette, ma credibili e vive.”